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Friday, November 24, 2006

reviews

From the bookshop of the Africa Centre (London, UK)

Whish list for the following weeks.
It is a pity that libraries in Nairobi are so abysmal.


Wild, Leni & Mepham, David (Eds.)

THE NEW SINOSPHERE: China in Africa
This Institute for Public Policy Research collection of essays addresses different aspects of Chinas relations with Africa, including the history and politics of the relationship, as well as China's impact on trade and investment, the management of natural resources, human rights and good governance, and peace and security.
Paperback GBP9.95

Wallis, Andrew
SILENT ACCOMPLICE: Untold Story of France's Role in the Rwandan Genocide
The massacre of 1 million Rwandan Tutsis by ethnic Hutus in 1994 has become a symbol of the international community's helplessness in the face of human rights atrocities. It is assumed that the West was well-intentioned, but ultimately ineffectual. But, as Andrew Wallis reveals in this shocking book, one country - France - was secretly providing military, financial and diplomatic support to the genocidaires all along. Based on new interviews with key players and eye-witnesses, and previously unreleased documents, Wallis'book tells a story which many have suspected, but never seen set out before. This riveting expose of the French role in one of the darkest chapters of human history will provoke furious debate, denials, and outrage. 224pp, UK. IB TAURIS.
2006 1845112474 Hardback GBP20.99

Quest’ultimo ve lo segnalo non perchè dica in realtà qualcosa di nuovo, che tutti oramai sanno che i Tutsi Rwandesi sono stati sterminati con i soldi della Francia (benchè i Francesi si ostinino ovviamente a negare.) Ma perchè da quella razza di popolo arrogante e a volte senza vergogna che non sono altro si sono messi in testa di processare Kagame (l’attuale presidente Rwandese, e quello che –di fatto- fermò il genocidio) per l’assassinio di Habiarimana.
(scusate ma non ho tempo di rifare la storia del genocidio, che è invero alquanto complicata). Dirò solo che la mia personale opinione è che la tesi non sta in piedi (leggetevi Pottier) e – se pure fosse- ma cosa diamine vogliono ancora i tribunali francesi dal Rwanda??

Vergogna.

Thursday, November 23, 2006

Out of Italy

TENETEME UNA COPIA.

Del film di Deaglio sui brogli elettorali del 10 aprile. Esce Sabato, si trova in edicola.
che certo sono sempre buoni tutti a dire io lo sapevo io lo sospettavo quella notte terribile che i conti non tornavano e tutti i grafici sembravano impazziti..
però io DAVVERO LO SOSPETTAVO.

Ukraina, Ukraina. Meno male che le cose sono andate diversamente.

Friday, November 03, 2006

annunci

Due brevi righe per comunicarvi che –finalmente- il collettivo di Autistici ha dato alla luce il nuovo atteso (rullo di tamburi) NOBLOG Project.

In pratica l’ennesimo portale per aprirvi un blog, (eh, evviva l’originalità) però con tutta un’altra etica (che si desume, suppongo, dalla grafica accattivante e alternativa). A parte gli scherzi, in realtà è una cosa seria e meritevole, se non altro perchè vi permette di pubblicare tutto quello che vi pare senza temere censura o chiusura improvvisa e ingiustificata del vostro blog..

Dalle stesse parole degli autori, che sono fantastici con i computer, un po’ meno con l’italiano, apprendiamo infatti che il tutto nasce dal “desiderio di offrire un'ulteriore possibilità di costruire trame di energie spontanee e autorganizzate.”

Il che è tanto un bene. Però mi viene da aggiungere che sarebbe stato davvero bello riuscire a farlo anche in Cinese, Farsi e perchè no Tigrino...

In Iran aprire un blog pare sia diventato il nuovo sport nazionale: l’entrata nella blogosfera dell’attuale presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad con il blog http://www.ahmadinejad.ir/ è una specie di atto dovuto se si considera che ci sono circa 700.000 blog aperti da Iraniani in rete.. Moltissimi sono scritti in Farsi, e la maggior parte sono stati aperti da giovani iraniani che non hanno altro mezzo di far circolare le proprie idee, dato che , per usare l’eufemismo usato da quelli di wikipidia, il governo iraniano “tende a scoraggiare la libertà di espressione”...

Ugualmente “scoraggiata” è la stessa libertà in Cina e ahimè, in Eritrea (patria di quelli che parlano il tigrino) che è di nuovo arrivata praticamente ultima nel Press Freedom Index pubblicato da Reporters Without Borders.

Insomma, noi abitanti del mondo della “tollerata” libertà di espressione, siamo felici di avere un nuovo blog “resistente”.

Speriamo, in futuro, di poter offrire la stessa opportunità alle energie molto più spontanee (nonchè a volte disperate) e un po’ disorganizzate di altri paesi del mondo.